mercoledì 10 dicembre 2008

#21 - Dietro ogni uomo...

Pare sia cosa risaputa che fu tal Judy Collins (e a leggerne la storia musicale non si merita quel tal) a lanciare un giovane poeta canadese nel mondo della musica, prima mettendo cantando i suoi testi, poi esortandolo a calcare i palcoscenici in prima persona per diventa il Leonard Cohen che tutti conosciamo.

La storia (o almeno la sua parte conclusiva) si svolge nel 1966, quando Cohen pubblica in un suo libro di poesie "Suzanne Takes You Down". Il canadese non è molto convinto di questa sua composizione, ma in mancanza di altro materiale, si dice, può andare.
Nello stesso anno la Collins inserisce nell'album "In My Life" una sua interpretazione di quella che, d'ora in poi, sarà conosciuta solo come "Suzanne" e lancia nel mondo della musica il trentaduenne Leonard che, convinto dall'amica, l'anno dopo esordirà con lo straconosciuto "Songs of Leonard Cohen".

Passati dieci anni di successi, collaborazioni e amicizia, i due si trovano nel 1976 sul palco del Judy Collins Show per cantare insieme quello che ormai è un classico.


venerdì 19 settembre 2008

#20 - Le bambine e la cacca.

"Some people like ass.
Some people like tit.
But nothing gets me going,
Like liquid shit."
...continua...


Grezzume e voce da bimbetta.
Testo che parla di quanto le piace la cacca.
Capolavoro!


Sono gli Sheer Smegma.
Hanno dato alla luce un solo EP (Audio Suicide nell'81), che ovviamente non ha il benchè minimo successo.
L'anno successivo un'etichetta (Jello Biafra Alternative Tentacles) ristampa, senza averne alcun diritto, l'album cambiando il nome del gruppo ormai sciolto in Teddy & The Frat Girls e vendendone a pacchi.
Tutto molto bello.


Qui l'mp3 da accompagnare al sublime testo di cui sopra.

giovedì 29 maggio 2008

#19 - Vanteria

E' uscito ieri il numero sette di Compost, fanzine dedicata alla scena musicale genovese.
Dentro ci trovate anche una mia intervista al fù batterista degli Alan Lads.

Potete reperire Compost all'ottimo Festival delle Periferie o da Disco Club in Via San Vincenzo.
Sul sito trovate la versione scaricabile.




Come aperitivo, potete gustarvi la storia degli Alan Lads, cosi come l'ho scritta per Compost:


"La storia degli Alan Lads inizia nel lontano 1979 con il nome di Rams. Nell’80 la band esordisce
live nella mitica manifestazione “Ma Che Colpa Abbiamo Noi” alla Sala Chiamata
del Porto, accolta dal consueto caloroso muro di sputi dei punk nostrani dell’epoca.
Tra un concerto e l’altro due dei membri originali (Gino Del Corona e Nino Poli) abbandonano il gruppo che, ormai assunto il suo nome definitivo di Alan Lads, rimane cosi formato da tre elementi: Claudio Guidetti al basso e alla voce, Antonello Olivieri alla chitarra e ovviamente
Gianni “Tama” Trambusti alla batteria.
Il gruppo, nonostante la giovane età dei componenti (tutti diciassettenni), guadagna in poco tempo notevole fama nella scena new-wave genovese e nazionale, tanto da meritarsi svariati articoli sulla stampa (Rockerilla, Buongiorno e tanti altri), apparizioni su palchi di tutto rispetto (tra cui una data all’Acquasola come spalla di Carmen Russo davanti a tremila persone) e una bella sfilza di apparizione televisive e radiofoniche.
Amanti del sound inglese di qualche anno prima, gli Alan Lads erano considerati una sorta di Police locali e, nella scena genovese dell’epoca, erano certamente tra i gruppi tecnicamente più dotati.
La loro storia si interrompe nell’83 dopo un’apparizione in playback al Palasport, organizzata da Vittorio De Scalzi per pubblicizzare un loro album in registrazione (e che non è mai uscito). Scioltosi il gruppo si dividono le strade dei nostri moschettieri e, mentre Antonello abbandona la musica e Gianni continua a suonare nei gruppi locali, Claudio riesce a sfondare nel scintillante mondo della musica leggera.
Dopo anni di collaborazione con Branduardi riesce infatti a fare il colpo grosso scrivendo “Più Bella Cosa” per Ramazzotti. Da li in poi è un escalation di successi (tra i tanti “Senza Pietà” della Oxa e “Torno Subito” di Pezzali) e di collaborazioni con musicisti famosi (Ramazzotti,
di cui è direttore artistico per il tuor mondiale del 2004, in primis).
Oggi Claudio vive di musica. E forse in parte il merito è anche degli Alan Lads."

venerdì 16 maggio 2008

#18 - Mightyche? (Bordeaux pt.1)


Due improbabili robot in carne e cartone a ballare sul palco, con tanto di robo-strip finale e imbarazzo del cravattato politico di turno.
Dietro di loro due figuri molto inglesi (pellicce sintetiche e tute adidas) ai laptop.
Sono i bristoliani I Am The Mighty Jungulator, che per un'ora spazzano (e spiazzano) la turisticissima piazza Pey-Bertrand, proprio di fronte alla cattedrale di Bordeaux.
Il loro set di elettro unz-unz danzereccia mi entusiasma a tal punto che vorrei (unico dei presenti mi par di capire) mettermi a ballare sfrenatamente. Solitudine, sole e basso tasso alcolico (s)fortunatamente mi bloccano.

Decido allora di andare a rivedere il collettivo (perché tale è) inglese al Son'Art, storico locale bordelais (che non è una parolaccia) il giorno seguente. Mi dico che se tirano giù un'altra sfilza di pezzacci cosi ci dovrà per forza essere un bordello tremendo e sorrido all'idea.
E invece.
Sorpresa!
I robot non ci sono più.
La musica, decisamente rallentata ed epurata dai bassi violenti del giorno prima, tende verso i gelidi territori del post-rock.
I visual, invisualibili (si mi vergogno di averlo scritto) il giorno prima alla luce del sole, sono veramente suggestivi. Il non-più-impellicciato-laptopparo si occupa di farli andare a tempo di musica, lasciando al suo compare la gestione dei suoni.
La mente inizia a vagare in astratti territori geometrici (perché geometrici? Non so, ma è l'aggettivo giusto).

Insomma i ragassi ne sanno e riescono, evidentemente, ad adattare il loro suono alle diverse situazioni che gli presentano davanti.
Anzi.
Più che adattarsi, direi che sono loro a creare di volta in volta situazioni diverse, partendo da quello che si sentono dentro nel momento in cui danno vita al loro show. Figata.

Se ciò non bastasse ad attivare il vostro entusiasmo nei loro confronti, sappiate che tutti i software che usano nei live (e in studio) sono scritti ad hoc da uno di loro e sono in free download sul loro sito (in realtà il software musicale bisognerebbe pagarlo, ma si può scaricare e usare lo stesso).
Pare siano anche semplici da usare e decisamente ben fatti e divertenti. Magari fateci un giro.

Inoltre mi pare d'aver capito che facciano anche degli show musical-teatrali e che torneranno a Bordeaux tra una decina di giorni a portarcene un assaggio.
Vi saprò dire.

Intanto giù il cappello di fronte ad una creatività cosi ramificata e debordante



In chiusura segnalo anche, per gli amanti degli sculettamenti indietronici, i buoni Aeroflot. Headliner della serata al Son'Art hanno fatto un concerto bello tirato e non del tutto privo di spunti originali. Valgono un ascolto, anche se, in verità, dal vivo rendono molto di più che su file.


Il primo Bordeaux update finisce qua.
A risentirci.
Bisous.

martedì 15 aprile 2008

#17 - Sempre fuori dal motore.

Decidi di scrivere solo post seri e articolati.
Poi, mentre perdi le elezioni, vedi un film.
Un film che racconta la storia di una piccola radio indipente.
Un film che racconta di certi ideali e della loro fine.
Tutto torna.
Ti incazzi.
E hai bisogno di quel minuto e quarantotto di canzone per pensare che si può ancora fare, per continuare a ricordarti chi e cosa sei, per avere uno spensierato ritornello da canticchiare, un ritornello che sfoghi e solidifichi la tua angoscia.
E non puoi non condividerlo.
Non sarebbe giusto.

Enzo Del Re - Lavorare con Lentezza

martedì 8 aprile 2008

#16 - Da Ciabatta Muxtape

Mi dicono che farsi un Muxtape sia la nuova "cosa hype del momento".
Chiaramente non ci casco.

Chiaramente ci sono cascato.
Si parte con la ciabatta sinistra, poppeggiante e danzereccia come il sole primaveribile.
Il secondo tempo è invece roba da ciabatta destra, tutta riflessioni e occhi chiusi a sognare la malinconia. MUXTAPE


p.s. ciabatta destra inizia dagli Aidoru.

lunedì 7 aprile 2008

#15 - Si ricomincia

Cancellati un po' di post illeggibilmente inutili.
Da oggi si scrive solo di musica.
Preparatevi (chi poi?).

E per inaugare il nuovo corso non c'è niente di meglio di un video dei rapper italiani più odiati dai rapper.
Praticamente dei geni.
Causticamente epilettici direbbe Zilliani. UOCHI TOKI