Questo è quanto:
- Io dico che ce la
fa.
- Ne dubito, è
solo una domenica come le altre.
- Oggi è diverso.
Me lo sento. Scommettiamo i prossimi dieci caffeinoidi?
- Andata, vediamo
cosa succede.
I due uomini della sicurezza si
rilassano stirandosi sulle sedie. La loro attenzione è ora
totalmente rivolta allo schermo, che
rimanda le immagini di una stanza due piani più sotto.
Fred apre faticosamente gli occhi. Un
odore pungente di ospedale aggredisce le sue narici. Un polveroso
ventilatore da soffitto è la prima cosa che si presenta alla sua
vista, facendogli immediatamente capire che non si trova a casa. Non
ha mai amato i ventilatori; il loro incessante ronzio è una delle
cose che più lo infastidiscono al mondo.
Mentre Fred si guarda intorno
intontonito cercando di capire dove si trova, la porta della stanza
si apre ed entra un uomo. Biondo, allampanato e vestito di semplici
abiti color pastello, Silvain ha esattemente l'aspetto che ci si
aspetterebbe da un membro della Congregazione.
- Che il Grande sia con te. Come ti
senti?
- Chi sei?
- Mi chiamo Silvain, sono venuto per
parlarti.
-
Dove sono?
- Sono qui per dirti quanto la vita sia
bella e degna di essere vissuta se hai la Fede. Il Grande ci ha
donato la possibilità di glorificarlo con le nostre azioni e
noi dobbiamo esserne onorati. L'Altrove sarà la nostra ricompensa.
- Cosa
stai blaterando? Vuoi dirmi dove sono? Mi ricordo solo di essere
uscito dall'ufficio presto e di esser tornato a casa. Perché sono
qui? E' un ospedale?
- In un certo senso si, sei in una
sorta di ospedale. Ma se ti affidi al Grande potrai uscirne presto.
Anche oggi se lo vorrai.
- Ospedale? Un incidente?
- In un certo si, hai avuto una sorta
di incidente. Ma il Grande puo guarirti.
- Una sorta di incidente? Cosa vuoi
dire? E Charlotte? Sarà
preoccupatissima.
- Charlotte sa tutto e non è per
niente preoccupata. Mi risulta anzi che sia molto felice. Il
suo uomo è ricco e la ricopre di regali luminiscenti.
- Uomo? Sono io il suo uomo. Siamo
sposati da due anni. Di che cazzo stai parlando?
- Dimenticala. Lei non è niente. Lei
ti rende impuro e ti preclude l'Altrove.
- Non me ne frega un cazzo
dell'Altrove. Non sto male e sinceramente non credo nemmeno di aver
avuto un incidente. Voglio andare a casa. Da Charlotte. Lei è...
La frase resta sospesa nell'aria mentre
le pupille di Fred si dilatano improvvisamente al ricordo di cosa è
successo in quella che per lui è ancora la sera precedente. E'
uscito dall'ufficio ed è arrivato a casa senza fare nessun
incidente. Ha aperto la porta e li ha trovati. In ingresso. Nel suo
ingresso. Charlotte e un uomo muscoloso senza nome. Per terra. Nudi.
Lui la prendeva da dietro con violenza, mentre lei urlava mozziconi
di parole incomprensibili.
Fred non ha proferito parola. Ha chiuso
la porta in silenzio e si è diretto piangendo ad un C.V.S., un
Centro per la Vita Serena.
Senza mai smettere di piangere ha
riempito i moduli, pagato il vitalizio e si è trasferito in una
stanza del Centro. Là gli hanno dato la Pillola: una capsula gialla
che inibisce il funzionamento della parte più sviluppata del
cervello umano. Una volta ingoiata si diventa incapaci di provare
quelle emozioni complesse che sono tipiche dell'uomo. L'amore ad
esempio. Anche la memoria a lungo termine viene disinnescata,
oscurando al paziente ogni
traccia di quello che è stato prima di entrare nel Centro.
L'effetto della Pillola pero' è
solamente temporaneo e bisogna ingoiarne una ogni settimana. Bastano
un paio di minuti di ritardo nell'assunzione, perché
l'azione della sostanza svanisca completamente, rimettendo in moto il
cervello e riportando a galla tutti i ricordi dimenticati. E'
per questo che chi se lo puo' permettere paga al Centro un vitializio
e si trasferisce nelle sue strutture in pianta stabile, garantendosi
cosi un'esistenza basata solamente sugli istinti primari. Una vita
felice, dicono le pubblicità.
In un lampo Fred si ricorda anche tutte
le precedenti visite dei membri della Congregazione. Ogni domenica,
finita la loro squallida funzione religiosa, un Congregazionista si
presenta nelle Due Ore di Lucidità e cerca di convincerlo ad unirsi
a loro.
Le Due Ore di Lucidità.
Il
supplizio che i delegati statali della Congregazione sono riusciti ad
ottenere dal Parlamento per chi rinuncia alla vita donatagli dal
Grande e al futuro nell'Altrove.
Due
ore di ritardo nell'assunzione della Pillola.
Tutte
le domeniche.
Per legge.
Per legge.
Che si fottano, pensa Fred.
- Senti amico, non me ne frega un cazzo
del tuo Altrove e del tuo merdosissimo Grande. Voglio solo prendere
la Pillola e non pensare. Vivere di puri istinti. Vivere nel
presente, senza alcuna memoria di chi sono e cosa facevo prima. Senza
nessuna memoria di Charlotte.
- La pillola è contro il Grande.
L'amore è impuro e tu puoi sconfiggerlo unendoti a noi. Le tue
fatiche saranno ricompensate nell'Altrove.
- Come devo dirti che non mi interessa?
NON MI INTERESSA! VOGLIO LA PILLOLA! DAMMELA! ORA!
- No. Abbiamo ancora un'ora e cinquanta
minuti per parlare. Per aiutarti a capire che il tradimento di tua
moglie è un segno che il Grande ti ha inviato. Vuole salvarti
dall'amore. Ti vuole con se nell'Altrove.
- PIANTALA! LA PILLOLA!
- Tua moglie ha fatto il bene
tradendoti. L'ha fatto per...
In silenzio, la faccia deformata dalla
rabbia, Fred si lancia su Silvain. Prende la sua testa e la sbatte
contro il comodino . Il cranio aperto in due dalla violenza del
colpo, Silvain si affloscia per terra.
Fred fruga nelle sue tasche trovando la
tanto agognata Pillola. La ingoia e si sdraia sul letto ad aspettare
che la pace scenda nuovamente su di lui.
Fino a domenica.
- L'avevo detto io che finiva come al
solito.
- Oh beh, poco male. Ho perso dieci
caffeinoidi, ma c'è un altro Congregazionista in meno. Di questo
passo forse si estingueranno e la smetteranno con tutte le loro
fregnacce. Convincere la gente che l'amore è il male. Sono folli.
Completamente folli.
- Ne sei sicuro?
